Le notifiche push: cosa sono e come usarle per la tua app

Le notifiche push: cosa sono e come usarle per la tua app

Per la propria azienda essere presenti con una app nei maggiori store del mondo mobile, come il Play Store e l’App Store, rappresenta un investimento vincente in grado di avvicinare i clienti all’azienda in modi impensabili fino a pochi anni fa.

Questo è vero finché gli stessi utenti non si stancano della app, la disinstallano e la buttano, letteralmente, nel cestino del proprio smartphone. Per evitare che gli utenti si stanchino, la strategia migliore da adottare è quella delle notifiche push.

Cosa sono le notifiche push

Le notifiche push sono messaggi inviati agli utenti quando essi non interagiscono direttamente con la app. Le più conosciute sono quelle di Facebook che appaiono quando qualche amico ha interagito con un contenuto che seguiamo mentre non eravamo connessi.

Queste notifiche servono a ricordare all’utente di visualizzare la app e di interagire con essa: devono essere brevi ed efficaci e devono esprime un chiaro bisogno che l’utente può soddisfare se e solo se cliccano sulla notifica push. Secondo le stime di Localytics, le notifiche push aumentano dell’88% l’interazione con la app che le invia.

Le notifiche push possono essere di vario genere

Generalmente si possono individuare due tipi di notifiche push:

Informative sono tutte le notifiche che informano l’utente che un’azione programmata tramite la app si è appena conclusa, come le notifiche di pagamento quando abbiamo comprato qualcosa con Apple Pay o quelle di Instagram quando abbiamo finito di caricare una foto.

Interattive sono le notifiche push che interagiscono con l’utente in base alle sue azioni, come le notifiche che invitano a ritornare sulla app per un nuovo evento o funzionalità.

È consigliabile non mischiare mai i due tipi di notifiche pensando che così l’utente possa essere doppiamente invogliato a rivisitare la app. Le notifiche push informative e quelle interattive rispondo a due bisogni diversi: il primo ricorda un’azione che l’utente ha svolto, la seconda ricorda all’utente di svolgere un’azione.

Come usare correttamente le notifiche push

Una buona strategia di notifiche push, oltre a distinguere tra i due tipi, ha ben chiaro quali siano i bisogni dell’utente che la app vuole soddisfare. La soddisfazione che la app può dare deve essere quindi ricordata e notificata all’utente tramite le notifiche push in modo efficace.

Per fare ciò, una strategia di notifiche push deve avere determinati elementi.

Notifiche push: mezzo efficace

Le notifiche devono essere approvate dall’utente

Facendo in modo che sia l’utente a autorizzare l’invio di notifiche push sul suo smartphone, indicando inoltre tutti i servizi – come la posizione, di cui le notifiche necessitano – sarà più facile misurare l’interesse dell’utente verso la app. Se l’utente lascia immediatamente l’autorizzazione, allora si può essere sicuri di soddisfare i suoi bisogni.

Le notifiche devono essere personalizzate

Una buona notifica, sopratutto quella di tipo informativo, deve essere personalizzata in base alle azioni precedenti che l’utente ha compiuto nella app. Se ogni giorno l’utente cerca tramite la app il ristorante più vicino a Via Mario Rossi, allora una strategia vincente sarà quella di notificargli la presenza di un nuovo ristorante in Via Mario Rossi e non, per esempio, in Via Luigi Verdi.

È comunque consigliabile non esagerare. Anche nei limiti delle policy stipulate e delle limitazioni degli store, arrivare a notifiche troppo personalizzate può dare all’utente l’impressione di aver scaricato una app che lo segue ad ogni passo.

Le notifiche devono essere contestualizzate

La tentazione maggiore, quando si prevede una strategia di notifica push, è quella di riempire lo smartphone dell’utente con tantissimi reminder di usare la app. L’effetto non solo potrebbe essere controproducente, ma addirittura deleterio.

Invece, le notifiche push inviate all’utente negli orari giusti possono portare fino a tre volte tanto di engagement. Analizzare gli usi che l’utente fa della propria app diventa quindi fondamentale per comprendere i momenti, il giorno e perfino l’ora in cui notificare l’utente per informarlo di qualcosa di nuovo. Test deve diventare la parole chiave.

Curiosità: le notifiche mandate durante la visualizzazione di video tramite Netflix o Youtube diminuiscono nel lungo termine l’uso delle app in modo considerevole.

Il post-apertura non deve essere lasciato al caso

La notifica ha avuto successo e l’utente è ritornato sulla app tramite essa. Una strategia ottimale di notifiche push non si ferma però qui: ciò che segue all’apertura deve essere completamente in linea con ciò che è stato notificato all’utente.

Se l’abbiamo invitato a provare una nuova funzione della app, la prima pagina che apparirà sarà quella della nuova funzione; se abbiamo lanciato una nuova offerta viaggio durante le vacanze estive, il prospetto del viaggio con relativo form dovrà essere la prima cosa ad aprirsi.

Il processo di notifica e apertura deve essere misurabile

Il tempo trascorso dalla ricevuta della notifica all’apertura, la percentuale di click per visualizzazioni, la percentuale di conversioni al prodotto presentato nella notifica e tanto altro: tutto deve essere misurabile. In questo modo una strategia di notifiche push può essere continuamente adattata e modificata in base alle risposte degli utenti e diventare dinamica come la app che pubblicizza.

Le notifiche push devono essere misurabili

Le notifiche push sono una cosa seria

Come si evince quindi da questa analisi, una perfetta strategia di notifiche push deve basarsi su una moltitudine di elementi diversi e variabili tra loro. Questi cambiano in base al tipo di app, al business che si vuole creare e a quanto si desideri che l’utente usufruisca del proprio lavoro.

Ecco che allora diventa necessario il lavoro di esperti di sviluppo software su mobile, dall’UX (User eXperience) di una app fino alla sua fase di test e al mantenimento degli utenti acquisiti. Perché una app non si ferma all’installazione, ma prosegue con le notifiche push.

Rispondi