L’app economy continua a crescere

Il 2016 si è confermato ancora l'anno delle app

Il 2016 si è confermato ancora l’anno delle app. Nell’anno appena terminato la “mobile app economy” è rimasta sempre forte, a fronte di una grande attenzione da parte delle aziende e del loro interesse di cambiare come interagiamo con gli altri. Il picco massimo di download per le app è stato toccato a Marzo. Possiamo parlare di questa crescita con tre semplici keyword: uso, download e revenue.

Utilizzo è una parola fondamentale quando parliamo di app, un vero e proprio barometro nell’app economy, seguita da “download” (o nuove installazioni delle app) che però non permette di comprendere appieno il meccanismo. Per capire a fondo l’app economy è necessario capire soprattutto quanto tempo gli utenti spendono sulle app installate. Nel 2016 il numero di ore è da capogiro: 900 miliardi di ore, che tradotto significa 2 ore a testa per ogni utente Android. Tra le app che hanno contribuito ad aumentare del 25 per cento il tempo di utilizzo troviamo Google Chrome, Facebook e YouTube.

Il 2016 è stato anche l’anno dei download, toccata la quota 90 miliardi di download, con un aumento di 13 miliardi di download tra Google Play Store e AppStore. I due store digitali presentano differenze assolutamente logiche: le app principali scaricate su AppStore riguardano le categorie finanza, viaggi e foto & video, mentre sul Google Play Store fanno da perno produttività, strumenti e social. Questo può essere un vero e proprio indicatore sulla maturità dei due store e le relative fasce di utenza. Android è un sistema operativo con target vari, ma le installazioni parlano chiaro: Android primeggia sui mercati emergenti; diversa situazione per iOS, più maturo, che mostra come gli utenti vadano a scaricare ormai solo dei “plus” dato che le app essenziali sono già presenti sui loro smartphone.

Quando parliamo di app non possiamo non parlare delle revenue pagate agli sviluppatori, aumentate vertiginosamente (circa 40% tra AppStore e Google Play Store) nel 2016 rispetto all’anno precedente e che toccano quota 35 miliardi di dollari. A fare da traino è l’incredibile crescita di iOS nel mercato cinese che da sola contribuisce a metà della crescita annuale. Un dato assolutamente interessante riguarda però gli store di terze parti (servizi di advertising) presenti su Android, includendo quest’ultimi, il totale di revenue tocca quota 89 miliardi di dollari.

Per capire meglio il mercato, lo staff di AppAnnie ha creato l’ “App Market Maturity Model“, un framework che ci permette di capire come il download delle app, l’utilizzo e le revenue evolvono con la maturità del mercato.

Durante le prime fasi della maturità sugli store digitali, il numero dei download è cresciuto più rapidamente rispetto al numero di dispositivi attivati. Gli utenti, progressivamente hanno cominciato a creare una propria collezione di applicazioni. Nel corso del tempo, le abitudini favoriscono un maggior tempo di permanenza sulle app che possiamo tradurlo con maggiori revenue per quel che riguarda le app con advertising in-app, acquisti in-app e mobile-commerce al di fuori degli store digitali.

I market maturi come Giappone e Stati Uniti hanno già superato e assimilato “il boom dei download” per arrivare a un livello dove i tempi di utilizzo – e di conseguenza – le revenue aumentano vertiginosamente.

Come abbiamo detto in precedenza, il tempo totale di utilizzo delle app è aumentato in maniera considerevole in tante nazioni durante il 2016. Questo vale soprattutto per i mercati emergenti come il Brasile e l’India. Questa crescita vertiginosa è dovuta a un progressivo aumento della base di utenza. I nuovi utenti quindi tendono a passare sempre più tempo sulle app.

Mercati in crescita è la parola chiave, il mondo delle app ha bisogno dei mercati emergenti. A discapito di quanto si possa credere e che è nell’immaginario collettivo, nel 2016 il maggior numero di app è stato scaricato in India anziché negli Stati Uniti (su Google Play). In India il mercato degli smartphone è un mercato fiorente, in continua crescita e grazie alla produzione domestica degli smartphone ha perfino superato gli Stati Uniti diventando il secondo mercato più grande al mondo. Mercato che avrà una crescita ancora più massiva dato che la diffusione degli smartphone è appena al 30%.

Abbiamo più volte parlato di maturità del mercato, maturità espressa e confermata dai numeri. In mercati come Giappone, Stati Uniti e Germania la crescita si è fermata, stabilizzata e nonostante ciò il volume dei download è ancora rilevante e degno di nota. Il numero di download delle app si è quindi stabilizzato nei mercati maturi. In questi mercati sono cresciuti esponenzialmente tempo di utilizzo e revenue. In definitiva possiamo affermare che nel 2016 un maggior numero di download ha posto le basi per un incremento sostanziale di tempo di utilizzo e revenue.

Rispondi